Tempio di Apollo

Tempio di Apollo

Il tempio di Apollo, risalente agli inizi del VI sec. a.C., è di notevole interesse archeologico. I suoi resti occupano anche gran parte dell’attuale Largo XXV Luglio. Presenta le caratteristiche più arcaiche tra tutti i templi greci, ed è il più antico tra quelli conservati. È, inoltre, caratterizzato da colonne molto larghe e ravvicinate. Lo stilobate riporta un’iscrizione risalente all’epoca della fondazione con la dedica ad Apollo.
L’opera è stata realizzata dall’architetto Epicles e commissionata dal tiranno di Siracusa Cleomenes. Originariamente disponeva di sei colonne frontali in doppia fila e 17 laterali.
L’Apollonion riveste un’importanza fondamentale per ricostruire un tempio arcaico. Lo stilobate del tempio mostra tre gradini. Dallo stilobate si alza il colonnato periptero, con diciassette colonne sui lati lunghi e sei colonne sulla fronte. Una doppia fila di colonne più piccole divide in tre navate la cella. Quest’ultima presentava una pianta molto allungata.
Alcuni caratteri di questo tempio si rifanno chiaramente alla tradizione corinzia.
Da ricordare, inoltre, le sculture che abbellivano l’esterno del tempio di Apollo: sfingi bifronti, cavalieri e acroteri fittili, dalla durezza di modellato tipica dell’arte dorica.
Nel corso dei secoli, il tempio di Apollo è stato sottoposto a numerose trasformazioni. Successivamente all’intervento greco fu anche chiesa bizantina, moschea araba, basilica normanna e infine caserma militare all’epoca di Carlo V.

 

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