Palazzo delle Poste di Siracusa

PALAZZO DELLE POSTE DI SIRACUSA

 

Il Palazzo delle Poste di Siracusa risale all’epoca fascista.
Venne progettato dall’ing. Francesco Fichera.

 

Palazzo delle Poste di Siracusa

I lavori iniziarono nel 1920 e terminarono nel 1929.
Fu il re Vittorio Emanuele III a posare la prima pietra.

 

Palazzo delle Poste di Siracusa

Lo scultore delle opere presenti all’interno fu Carmelo Florio.
Caratteristiche sono le due torri angolari, dove si trovano gli ingressi.
Il Fichera realizzò molti altri edifici di pregio: il Palazzo delle Poste e Telegrafi di Catania nel 1929, nello stesso anno l’istituto tecnico commerciale di Catania, nel 1930 l’istituto tecnico e liceo scientifico a Siracusa.
L’ultima opera significativa del Fichera fu, infine, il palazzo di Giustizia a Catania (1937-1953).

Palazzo delle Poste

Oggi è diventato Ortea Palace Luxury Hotel con 75 camere che non hanno modificato l’eleganza e lo stile dello storico Palazzo delle Poste.

 

Chiesa di San Francesco all’Immacolata

CHIESA DI SAN FRANCESCO ALL’IMMACOLATA

La chiesa di San Francesco all’Immacolata, sebbene fosse dedicata a S. Andrea apostolo, agli inizi del XVI secolo venne intitolata alla Concezione e alla Madonna del soccorso. Nel 1613 si eseguirono lavori di ampliamento e di abbellimento all’interno della chiesa, si aggiunsero agli altari i gradini di marmo
La chiesa è ad unica navata, con sei altari laterali.
La Chiesa di Santa Maria Immacolata è nota anche come San Francesco all’Immacolata, perchè è consacrata anche a San Francesco d’Assisi. E’ una splendida chiesa in stile barocco ubicato in Ortigia, tra Piazza Archimede e il lungomare. Si trova a pochi passi dalla splendido duomo di Siracusa. Comprende anche l’attiguo Convento dei Frati Minori Conventuali. L’originaria Chiesa venne costruita nel XVI secolo ma crollò nel terremoto dell’11 Gennaio 1693. La ricostruzione dell’edificio sacro avvenne nei primi anni del 700, mentre gli interni vennero decorati nel 1735.
La facciata curvilinea della Chiesa di San Francesco all’Immacolata si presenta convessa verso il centro. L’ordine inferiore presenta quattro pilastri e due colonne aventi eleganti capitelli corinzi. I pilastri vanno ad inquadrare splendidi fregi scolpiti con la tecnica del bassorilievo, mentre le colonne inquadrano il portale centrale della Chiesa. Accanto alla facciata vi è una torre recante un orologio meccanico ottocentesco L’interno della Chiesa possiede una sola Navata decorata da affreschi.

Chiesa di San Franesco all'Immacolata

Nelle pareti laterali della Chiesa vi sono sei Altari barocchi contenenti importanti opere d’arte scultorea e pittorica come il Monumento del Cristo Morto, la statua della Madonna Immacolata, il dipinto che raffigura Gesù Risorto e San Francesco d’Assisi, un Crocifisso in legno del seicento e la tavola che raffigura I Dodici Apostoli.
Nel Presbiterio possiamo ammirare l’Altare Maggiore in marmo sovrastato dalla tela settecentesca che raffigura Sant’Andrea Apostolo.

Chiesa di San Giovanni Battista

Chiesa di San Giovanni Battista

CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

La Chiesa di San Giovanni Battista si trova a Siracusa nel rione Giudecca di Ortigia. È stata costruita sulla struttura di una sinagoga che, dopo la cacciata degli ebrei nel 1492, venne convertita nell’attuale chiesa. Ha un portale quattrocentesco e un rosone non allineati tra loro. Ha anche due celle campanarie sulla sinistra dell’edificio, oggi senza tetto. L’interno è a croce latina, a tre navate separate da colonne alternate ad archi ogivali.
Oggi la basilica è adibita a teatro e auditorium e ospita congressi e rappresentazioni.
Nella chiesa di San Giovanni Battista è stata trovata una pietra rettangolare, incastonata nel muro laterale dell’abside centrale, su cui è incisa un’iscrizione ebraica.
L’iscrizione è incisa su una pietra che è stata collocata in alto sulla parete destra dell’abside centrale, ad angolo con la parete frontale dell’abside stessa. E’ a sinistra di una piccola finestra cieca. Questa posizione la rende estremamente nascosta tanto da lasciar pensare che sia stata volutamente collocata in tal modo anche per celarne le imperfezioni.
Posta al rovescio, mostra i caratteri ebraici a testa in giù. Ciò, tenendo conto che si tratta di una chiesa costruita da materiali edili recuperati rafforza l’idea che l’iscrizione non faceva parte dell’edificio originario, ma sia stata collocata lì solo in un periodo successivo.

Chiesa di San Giovanni Battista iscrizione

Probabilmente la pietra murale in questione fu riutilizzata dopo il terremoto siracusano del 1693.

Chiesa di San Filippo

 Chiesa di San Filippo apostolo

CHIESA DI SAN FILIPPO

La chiesa di San Filippo si trova a Siracusa nel quartiere della Giudecca, il vecchio quartiere ebraico fu costruita nel 1742. La chiesa è a tre navate.
Sull’altare maggiore vi è un dipinto del XVI secolo che ha per oggetto la Lavanda dei piedi. Gli altari laterali sono dedicati alla Madonna della Lettera, a San Francesco di Paola, alle Anime Sante del Purgatorio e infine alla Sacra Famiglia con san Giovannino. Nella Cappella laterale c’è la statua della Vergine Addolorata che apparteneva alla ex chiesa di Sant’Agostino e anche un Crocifisso in cartapesta del XVIII secolo.
Sotto la chiesa, vi è anche una cripta. In essa, inoltre, furono sepolti i membri dell’Arciconfraternita di San Filippo Apostolo e contiene degli affreschi raffiguranti il tema della morte e le quattordici stazioni della Via Crucis. E’ composto da tre altari. Sul maggiore è raffigurata la Deposizione di Cristo nel sepolcro. Sotto la cripta sono stati creati rifugi antiaereo e ancor più sotto si trova un antico bagno di purificazione rituale ebraico. Si possono visitare questi luoghi. L’ingresso, infine, è gratuito, è gradita una offerta per la manutenzioni degli stessi luoghi.

Chiesa di San Martino

Chiesa di San Martino

CHIESA DI SAN MARTINO

La Chiesa di San Martino è nata intorno al VI secolo e anche a tutt’oggi vengono celebrate le Messe.
Conserva, quindi, uno splendido portale gotico-catalano dei Gesuiti. Il portale è in pietra calcarea. Su di esso è stato inciso in gotico il monogramma di Cristo.
Il rosone originale è stato edificato tra il XIV e XV secolo. Il terremoto del 1693 distrusse la parte superiore della facciata e il rosone. L’attuale rosone è stato ricostruito ai primi del Novecento.

Chiesa di San Martino

Nella chiesa di San Martino vi è una navata centrale e due laterali, in cui sono ubicati gli altari di S. Amatore, tutti I Santi, a S. Elena, a S. Costantino e a S. Aloè.
Vi è, infine, uno splendido crocifìsso in legno del XVI sec. donato alla cappella di S. Domenico dai Cavalieri di Malta anche come ringraziamento dell’ospitalità ricevuta.

Fonte Ciane

Fonte Ciane

FONTE CIANE

Il mito a Siracusa

La Fonte Ciane deriva il suo nome dal termine greco Cyanos, il cui significato è azzurro. Il fiume nasce diversi chilometri più a monte, dalle sorgenti Testa di Pisimota e Testa di Pisima. Percorre diversi chilometri nel sottosuolo e riemerge all’altezza della Fonte Ciane.
La caratteristica principale del fiume è che, sia alla fonte che lungo le sponde, sono presenti esemplari di papiro, alti diversi metri. Il papiro è una piante che cresce per lo più in Africa, lungo il delta del Nilo.
Vista l’importanza la Regione Sicilia ha posto il vincolo di Riserva Naturale Orientata istituita il 1984. Scopo della Riserva è la salvaguardia del papiro e la conservazione delle saline.
Il fiume sfocia a Siracusa all’altezza del porto grande.
Vengono spesso organizzate visite guidate dal Porto Grande percorrendolo fino alla foce.
Vi si trovano anche pioppi, salici, diverse piante acquatiche e diversi tipi di pesci.

 

Fonte Ciane

IL MITO

Anche qui, come in altri punti di Siracusa, interviene il mito. Si tratta di Persefone, dea dell’agricoltura, rapita da Ade che la portò nel suo regno sotterraneo.
La ninfa Ciane si aggrappò al cocchio di Ade per cercare disperatamente di trattenerlo. Ade la percosse col suo scettro e la trasformò in una sorgente.
Anapo, innamorato di Ciane, si fece trasformare anche egli nel fiume che, alla fine del suo percorso, si unisce al Ciane per sfociare nel Porto Grande.

 

Fonte Aretusa di Siracusa – il cuore dell’isola di Ortigia

 

Fonte Aretusa

FONTE ARETUSA DI SIRACUSA

La fonte Aretusa di Siracusa rappresenta uno dei luoghi più cari ai cittadini, ed è stata il simbolo della città “Aretusea”.
Fin dai tempi antichi queste acque determinarono la scelta dell’isola per l’insediamento dei colonizzatori di Corinto guidati da Archia. Essa ha origine da uno dei tantissimi sfoghi che la falda freatica iblea possiede nel siracusano, la stessa falda che alimenta il fiume Ciane (sul lato opposto del porto grande). Questo luogo mitico è stato oggetto di ispirazione e poesie, dall’antichità ai giorni nostri.

 

Fonte Aretusa

IL MITO

Trattando della fonte bisogna ricordare la leggenda di Aretusa e Alfeo, uno dei miti più affascinanti di Siracusa.
Nel 1540 la fonte fu inglobata alle fortificazioni quando Carlo V potenziò le strutture militari di Ortigia, per esserne liberata nel 1847 quando l’invaso assunse la forma attuale.
La fonte Aretusa è stata anche più volte a rischio di prosciugamento. Vari terremoti nei secoli hanno minacciato l’afflusso di acqua, sino a pochi anni fa. La siccità, infine, ha ridotto la portata di acqua alla fonte mettendo a rischio la salute del papiro, che cresce all’interno della pozza.

Carcere Borbonico

Carcere Borbonico

CARCERE BORBONICO

 

Il carcere borbonico di Siracusa si trova in Ortigia, vicino al Tempio di Apollo.
La costruzione iniziò nel 1849 su progetto dell’ing. Luigi Spagna. I lavori terminarono nel 1854.
L’edificio è su due livelli e poteva contenere 250 detenuti.
Una caratteristica del carcere è che gli è stata data la forma rettangolare all’esterno e ottagonale all’interno.
In passato accoglieva anche il tribunale.

Carcere Borbonico

All’epoca divenne il più grande carcere della provincia, che comprendeva quelle che oggi sono Siracusa e Ragusa.
Dopo il terremoto del 1990 il carcere è stato dichiarato inagibile, quindi dismesso ed abbandonato.
E’ subentrato il nuovo carcere di Cavadonna.

 

Bagno ebraico di Siracusa – centro della vita spirituale giudaica

Bagno ebraico

Il bagno ebraico di Siracusa, testimonianza della comunità ebraica

 

Il bagno ebraico è stato ritrovato durante dei lavori di ristrutturazione di un hotel nel cuore di Ortigia.

L’ipogeo di Casa Bianca, con le sue acque dolci, le vasche, i pilastri e le volte cavate nella roccia, apre a studiosi e visitatori spaccati di vita comunitaria. Queste immagini evocano nella loro specificità norme, consuetudini e riti di purificazione.

L’ingresso conduce direttamente al cunicolo scavato nella roccia. Questo scende in una stanzetta rettangolare presso il cui centro vi sono tre vasche in cui sgorga ancora dell’acqua. Questa proviene dalla ricca falda acquifera siracusana che dà anche vita alla Fonte Aretusa. All’interno vi sono inoltre dei vestiboli formati da archi scavati nella roccia e altre vasche. Una di queste è ricavata da un antico acquedotto greco. Esse poste dentro delle nicchie nei pressi della stanzetta principale del Miqweh.

Informazioni generali

Orari e Visite: dalle 11,00 alle 18

Ingresso: € 5,00

 

 

Museo dei pupi di Siracusa

Museo dei pupi
Il museo dei pupi di Siracusa è sito in via della Giudecca, nello storico palazzo Midiri-Cardona. Questo piccolo gioiello è a pochi passi dal Duomo. Anche esso è un prezioso tassello del mosaico urbano aretuseo. E’ anche un luogo dell’arte e della cultura che arricchisce la città e invita il visitatore attento a conoscere uno dei tanti aspetti culturali che l’isola di Ortigia offre.
L’associazione Vaccaro-Mauceri apre il sipario sull’epopea dei fratelli Vaccaro e sul loro mondo fantastico. Sono, inoltre, cento i pupi esposti all’interno del sito e tra vecchi cartelloni e bozzetti trovano posto cavalieri cristiani e saraceni, maghi, streghe e creature mostruose. Un libro aperto su alcune suggestive pagine di storia siracusana e sulla favola di cartapesta e legno dei fratelli Vaccaro.
Infine diverse generazioni di pupari si sono alternate alla guida del museo dei pupi di Siracusa. Dagli albori della tradizione siracusana con la famiglia Puzzo ai fratelli Vaccaro per poi aprire nuovi orizzonti con l’avvento dei fratelli Mauceri, figli della primogenita di Alfredo Vaccaro, Francesca.
La compagnia dei pupari Vaccaro – Mauceri
Via della Giudecca 22
96100 – Siracusa
Orari di apertura
Dal Lunedì al Sabato
Marzo/Aprile Ore 11:00 – 13:00 / 15:00 – 17:00
Maggio/Giugno Ore 11:00 – 13:00 / 17:30 – 19:30
Luglio/Agosto Ore 11:00 – 17:00 (orario continuato)
Chiuso il 14/15 agosto
Settembre/Ottobre Ore 11:00 > 13:00 / 15:00 > 17:00
Novembre/Dicembre Ore 15:00 > 17:00
Gennaio 2018
Ore 15:00 > 17:00

 

Il turismo a Siracusa

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