Museo del Papiro

Museo del Papiro

MUSEO DEL PAPIRO

Il Museo del papiro “Corrado Basile”, creato e gestito dall’Istituto internazionale del papiro, è stato fondato da Corrado Basile e Anna Di Natale nel 1987.
Si occupa dello studio, della conservazione e della divulgazione delle testimonianze della cultura del papiro.
Si è trasferito nel 2014 in una nuova sede presso l’ex convento di Sant’Agostino.
Il Museo ospita l’esposizione museale, la biblioteca, la sala per mostre temporanee, i laboratori didattici, nonché la Scuola Internazionale di Restauro di Papiri.
Il Museo ospita anche la sede dell’Istituto italiano per la civiltà egizia trasferita da Torino a Siracusa.
Nel 2016 il museo ha anche acquisito un papiro contenente un frammento unico dell’opera De caelo di Aristotele.
È presente, inoltre, una saletta per le proiezioni di documentari, la biblioteca, la sala per mostre temporanee, i laboratori didattici, nonché la Scuola internazionale di restauro di papiri.
Il museo, oltre ad avere scopo espositivo, svolge anche attività didattico-scientifiche.
Il papiro è una pianta che è originaria dell’Egitto, alla foce del Nilo. A Siracusa ha trovato un microclima idoneo per lo sviluppo e si è diffuso soprattutto lungo il fiume Ciane e la sua fonte.

 

INDIRIZZO E ORARI VISITE

Indirizzo: Via Nizza, 14 – Siracusa Tel.  0931 22100
ORARI BIGLIETTERIA E VISITE
MARTEDÌ – SABATO: 9.15 – 19 DOMENICA E FESTIVI: 9.15 – 14

Chiesa di San Giovanni alle Catacombe

Chiesa di San Giovanni alle Catacombe

La Chiesa di San Giovanni alle catacombe venne edificata attorno al VI° secolo. Qui, secondo la tradizione, fu sepolto Marciano, primo vescovo di Siracusa. La Chiesa di San Giovanni è stata ritenuta la prima Cattedrale di Siracusa. Dell’antica basilica oggi sono visibili solamente i resti del colonnato dalla navata mediana e dell’abside in pietra locale. La chiesa subì  innovazioni durante la dominazione normanna. Danneggiata dal terremoto del 1693, venne restaurata mediante la ricostruzione della facciata e dell’odierno portico, ottenuto con l’utilizzazione di elementi quattrocenteschi. Sul lato Ovest dell’edificio, si notano il bel portale ed il bel rosone trecentesco.
La Chiesa di San Giovanni alle catacombe subì gravi danni in seguito al terremoto del 1693. I danni furono in parte riparati nel 1705. Sulle pareti sono presenti delle tracce di pittura come quella detta delle due Alessandre. Dalla Basilica si accede alle Catacombe di San Giovanni in uso fino alla fine del V sec.

Chiesa di San Giovanni alle Catacombe

Particolarmente importante è la cripta di san Marciano sotto la chiesa, che ha accolto il corpo del primo vescovo fin quando a causa dell’invasione araba furono traslate a Gaeta. La cripta è tuttora frequentata come luogo religioso sia da Cattolici sia da Ortodossi.
Dal piano della Basilica si discende a sinistra per visitare le Catacombe di San Giovanni, le più recenti fra le siracusane e in uso fino alla fine del V sec.
Furono costruite tra il 315 e il 360 d.C. successivamente manomesse per la ricerca di corpi di Santi e tesori. Sorgono nella zona di Akradina, nei pressi del sepolcro di S. Marziano,e sono le uniche aperte al pubblico.
Le visite sono solo guidate e ad orari prestabiliti.

 

Ipogeo di Piazza Duomo – Siracusa

Ipogeo

L’ipogeo, situato a Siracusa, è un percorso sotterraneo che va da Piazza Duomo fino al Foro Italico e alla Marina.
Il percorso dell’ipogeo si articola in una galleria principale dalla quale partono poi gallerie minori. Una di queste si collega alla cisterna situata nel cortile del Palazzo Arcivescovile, che serviva a rifornire d’acqua l’intera isola di Ortigia. Questo impianto idrico fu voluto nel 1600 dal vescovo Paolo Faraone.
Il punto di accesso venne individuato nel 1869 durante la realizzazione di lavori pubblici.
Si nota l’esistenza di una precedente cava, importante poiché da essa venne estratta la pietra siracusana con la quale è stato costruito il Duomo di Siracusa.
Durante la seconda guerra mondiale, la popolazione trovò rifugio durante i bombardamenti aerei nell’ipogeo .

Fonte Aretusa di Siracusa – il cuore dell’isola di Ortigia

Fonte Aretusa

 FONTE ARETUSA

La fonte Aretusa di Siracusa rappresenta uno dei luoghi più cari ai siracusani, ed è stata il simbolo della città “Aretusea”.
Fin dai tempi antichi queste acque determinarono la scelta dell’isola per l’insediamento dei colonizzatori di Corinto guidati da Archia. Essa ha origine da uno dei tantissimi sfoghi che la falda freatica iblea possiede nel siracusano, la stessa falda che alimenta il fiume Ciane (sul lato opposto del porto grande). Questo luogo mitico è stato oggetto di ispirazione e poesie, dall’antichità ai giorni nostri.

IL MITO

Trattando della fonte bisogna ricordare la leggenda di Aretusa e Alfeo, uno dei miti più affascinanti di Siracusa.
Nel 1540 la fonte fu inglobata alle fortificazioni quando Carlo V potenziò le strutture militari di Ortigia, per esserne liberata nel 1847 quando l’invaso assunse la forma attuale.
La fonte Aretusa è stata anche più volte a rischio di prosciugamento. Vari terremoti nei secoli hanno minacciato l’afflusso di acqua, sino a pochi anni fa. La siccità, infine, ha ridotto la portata di acqua alla fonte mettendo a rischio la salute del papiro, che cresce all’interno della pozza.

 

 

Anfiteatro Romano

Anfiteatro Romano
L’anfiteatro romano è il terzo più grande d’Italia dopo il Colosseo e l’Arena di Verona. E’ una grande costruzione d’età romana imperiale dalla lunghezza di m. 140 e dalla larghezza di m. 119.
L’anfiteatro romano rimase interrato per molti secoli e fu riportato alla luce nel 1839 dal duca di Serradifalco.
È in gran parte scavato nella roccia e per la costruzione della parte nord orientale si è sfruttato il pendio della balza rocciosa. Dalla stessa balza sono erano state ricavate la cavea del teatro greco e le grandi latomie del Paradiso, di S. Venera e dell’Intagliatella. Gli spagnoli nel 1500 hanno completamente distrutto la parte in alzato.
Si trova nella zona archeologica, che comprende il Teatro greco e l’ara di Ierone II.
Il monumento ha forma ellittica, i due ingressi che immettono nell’arena si trovano alle estremità dell’asse maggiore. L’arena è circondata da un alto podio, sotto cui scorreva un corridoio  le cui porte laterali permettevano l’ingresso nell’arena dei gladiatori e delle belve. Vi è una immensa gradinata, costituita da una parte inferiore scavata nella roccia e  una parte superiore costruita a elevazione. Le scalette di accesso alla gradinata dividono la cavea in settori. È ancora possibile notare le iscrizioni sulla pietra che fungevano da segnaposto.
In alto vi sono altri due ambulacri coperti da una volta.
Dall’anfiteatro, inoltre, provengono quattro frammenti in calcare pertinenti ad una grande iscrizione monumentale.
Biglietto ingresso al Parco archeologico € 10,00 – ridotto (18/25 anni e docenti) € 5,00 – sotto i 18 anni ingresso libero
Biglietto cumulativo Parco archeologico + un museo a scelta tra Paolo Orsi o Galleria Palazzo Bellomo € 13,50 – ridotto € 7,00 – sotto i 18 anni libero
orario apertura Parco archelogico: 8,30 – 18,30
Aperto tutti i giorni domenica e festivi compresi.

 

Ara di Ierone II

Ara di Ierone II

ARA DI IERONE II

L’ara di Ierone II è uno dei monumenti più rappresentativi della ricchezza di Siracusa nel III secolo a. C. E’ un gigantesco altare, dedicato a Zeus Eleuterio, fatto erigere da Ierone II per i sacrifici pubblici.
Del monumento si conserva, soprattutto, l’immenso basamento roccioso lungo circa m. 198 m e largo m. 22,80. Per circa la sua metà settentrionale si trova su un’enorme cavità sotterranea, forse di formazione naturale, usata in passato per l’estrazione della roccia.
La parte elevata è stata depredata, anche come anche gli altri monumenti dell’età classica, dagli Spagnoli nel XVI secolo. Essi utilizzarono i blocchi per l’edificazione delle fortificazioni di Ortigia.
L’Ara di Ierone II è anche inserita nel Parco della Neapolis, il cui monumento principale è il Teatro Greco.

 

Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro

Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro

 

 CHIESA DI SANTA LUCIA AL SEPOLCRO

La Basilica di Santa Lucia al Sepolcro sorge sul luogo in cui la Santa fu martirizzata nel 304.
I Siracusani, quindi, costruirono, dopo la pace di Costantino, una chiesa dedicata alla martire della quale nulla ci è giunto a seguito delle distruzioni causate dai vari terremoti e dalla dominazione araba. Nel periodo normanno vi fu una restaurazione.
La chiesa fu edificata nello stesso posto dove vi era una basilica bizantina.

Sono ancora conservati la facciata, il portaletto e i primi due ordini della torre campanaria di età normanna. Ulteriori modifiche sono del XIV secolo, data in cui risale il rosone della facciata.
Nel 1693 il terremoto che si abbatté sulla zona causò numerosi danni alla chiesa e rendendo necessari delle opere di ricostruzione. Gli interni sono stati restaurati a più riprese nel corso dei secoli e hanno visto il rifacimento del soffitto ligneo, i pilastri e le cantorie opere di Giovanni Vermexio. Dietro l’altare era posto un dipinto di Caravaggio raffigurante il Seppellimento di Santa Lucia, ora esposto nella chiesa di Santa Lucia alla Badia in piazza Duomo. Il sepolcro venne costruito nel XVII secolo per ospitare le reliquie di Santa Lucia. All’interno della costruzione è posto un altare con la statua raffigurante Santa Lucia e realizzata da Gregorio Tedeschi. Infine secondo quanto narra la leggenda, la statua in questione avrebbe sudato per la sofferenza durante il dominio spagnolo del 1734. Anche a tutt’oggi si possono osservare le macchie di ruggine, segno della sudorazione miracolosa.
Intensa è la devozione dei Siracusani verso Santa Lucia. Il 13 dicembre di ogni anno una numerosa processione accompagna il simulacro della Santa dal Duomo di Siracusa fino alla Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro.

 

 
 

Palazzo Beneventano del Bosco

 Palazzo Beneventano del Bosco

PALAZZO BENEVENTANO DEL BOSCO

Il Palazzo Beneventano del Bosco è sito di fronte al Duomo nell’isola di Ortigia a Siracusa.
È considerato uno dei più bei palazzi della città.
Eretto dalla famiglia Arezzo, fu sede della Camera della Regina e del Senato della città. Nel 1778, inoltre, l’immobile fu acquistato dal barone Guglielmo Beneventano che lo fece restaurare.

IL PALAZZO E L’ARTE

Nel 1788 si mise mano alle decorazioni e vi concorsero noti artisti. L’architetto che operò le trasformazioni fu Luciano Alì.
Forse il meglio del genio dell’Alì si apprezza all’interno, con i suoi giochi prospettici, nei chiaroscuri.
Tramite un vestibolo dalla volta decorata si accede al primo cortile, dall’agile prospetto che richiama i modelli della facciata.
L’effetto di profondità è maggiormente aumentato dalla sapiente distribuzione delle proporzioni dello scalone centrale e dei due fornici laterali che aumentano l’effetto scenografico. In alto, severi mori, muti guardiani, scrutano i visitatori.
La pavimentazione del cortile è, inoltre,  un esempio unico in Ortigia.
 Infine si può apprezzare all’interno l’eleganza e la sobrietà della cappella con il pavimento in ceramica policroma.

L’Orecchio di Dionisio

l'orecchio di dionisio

L’Orecchio di Dionisio

La grotta

L’Orecchio di Dionisio è una grotta artificiale che si trova nella latomia del Paradiso, sotto il Teatro Greco. E’ alta circa 23 m. e larga dai 5 agli 11 metri. Ha una forma simile ad un padiglione auricolare. Si sviluppa in profondità per 65 m., con un insolito andamento ad S e con sinuose pareti che convergono in alto. La grotta è, inoltre, dotata di eccezionali proprietà acustiche (i suoni vengono amplificati fino a 16 volte).

 

Orecchio di Dionisio

Fu il Caravaggio, in seguito a una visita a Siracusa nel 1608 a definirlo Orecchio di Dionigi. Diede così forza alla leggenda cinquecentesca secondo la quale il famoso tiranno Dionisio avesse fatto costruire questa grotta come prigione e vi rinchiudesse i suoi prigionieri per ascoltare, da un’apertura dall’alto, le parole ingigantite dall’eco. La forma della grotta è così perchè che lo scavo iniziò dall’alto. Sulle pareti dell’orecchio di dionisio sono chiaramente osservabili le tracce degli strumenti di lavoro dei cavatori di pietra e, in senso orizzontale, i piani di stacco dei blocchi estratti.

 

Duomo di Siracusa – sito UNESCO

Duomo di Siracusa

DUOMO DI SIRACUSA – SITO UNESCO

 

Il Duomo di Siracusa sorge sulla parte più elevata dell’isola di Ortigia. In origine era un tempio in stile dorico, dedicato alla dea Atena dai greci-sicelioti, nel V secolo a.C.

Simbolo della città, l’edificio religioso è entrato a far parte dei Patrimoni dell’UNESCO nel 2005.

Oltre alle fondamenta d’origine greca, sono da menzionare la facciata, tipico esempio di barocco, nonché gli interni medievali di origine bizantina. Il Duomo di Siracusa conserva infatti diverse reliquie, statue e spoglie di Santi e dei nobili che abitarono la città.

Si presume che le fondamenta dell’antico tempio dorico di Gelone poggiassero su un edificio religioso in stile jonico, di ben più antica e rara fattura. E’ il primo Santuario costruito da San Paolo apostolo dopo la chiesa di Antiochia, come confermerebbero anche le imponenti catacombe, seconde soltanto a quelle di Roma, in zona Acradina.

Marciano fu il primo Vescovo della Cattedrale. Fu mandato direttamente da San Paolo a Siracusa nel 39 d.C. e si suppone che il corpo si trovi presso la cripta della chiesa di San Giovanni alle Catacombe.

Fu Ruggero I a ridare alla cittadinanza la sua chiesa, nel 1093, ripristinando il vescovado e innalzando i muri della navata centrale presso cui vennero ricavate delle aperture a mò di finestre. I terremoti del 1542 prima e quello del 1693 distrussero gli elementi architettonici normanni.

Duomo di Siracusa nel 1928

La facciata del Duomo di Siracusa è la rappresentazione più alta del Barocco di Siracusa. Sul sagrato vi sono le statue degli apostoli Pietro e Paolo.

L’altare maggiore del Duomo di Siracusa ha una struttura composta da colonne corinzie e da un grande crocifisso bizantino posto al centro. Il crocifisso proviene dalla Chiesa siracusana di San Giovanni alle Catacombe.