Bagno ebraico di Siracusa – centro della vita spirituale giudaica

Bagno ebraico

Il bagno ebraico di Siracusa, testimonianza della comunità ebraica

 

Il bagno ebraico è stato ritrovato durante dei lavori di ristrutturazione di un hotel nel cuore di Ortigia.

L’ipogeo di Casa Bianca, con le sue acque dolci, le vasche, i pilastri e le volte cavate nella roccia, apre a studiosi e visitatori spaccati di vita comunitaria. Queste immagini evocano nella loro specificità norme, consuetudini e riti di purificazione.

L’ingresso conduce direttamente al cunicolo scavato nella roccia. Questo scende in una stanzetta rettangolare presso il cui centro vi sono tre vasche in cui sgorga ancora dell’acqua. Questa proviene dalla ricca falda acquifera siracusana che dà anche vita alla Fonte Aretusa. All’interno vi sono inoltre dei vestiboli formati da archi scavati nella roccia e altre vasche. Una di queste è ricavata da un antico acquedotto greco. Esse poste dentro delle nicchie nei pressi della stanzetta principale del Miqweh.

Informazioni generali

Orari e Visite: dalle 11,00 alle 18

Ingresso: € 5,00

 

 

Museo dei pupi di Siracusa

Museo dei pupi
Il museo dei pupi di Siracusa è sito in via della Giudecca, nello storico palazzo Midiri-Cardona. Questo piccolo gioiello è a pochi passi dal Duomo. Anche esso è un prezioso tassello del mosaico urbano aretuseo. E’ anche un luogo dell’arte e della cultura che arricchisce la città e invita il visitatore attento a conoscere uno dei tanti aspetti culturali che l’isola di Ortigia offre.
L’associazione Vaccaro-Mauceri apre il sipario sull’epopea dei fratelli Vaccaro e sul loro mondo fantastico. Sono, inoltre, cento i pupi esposti all’interno del sito e tra vecchi cartelloni e bozzetti trovano posto cavalieri cristiani e saraceni, maghi, streghe e creature mostruose. Un libro aperto su alcune suggestive pagine di storia siracusana e sulla favola di cartapesta e legno dei fratelli Vaccaro.
Infine diverse generazioni di pupari si sono alternate alla guida del museo dei pupi di Siracusa. Dagli albori della tradizione siracusana con la famiglia Puzzo ai fratelli Vaccaro per poi aprire nuovi orizzonti con l’avvento dei fratelli Mauceri, figli della primogenita di Alfredo Vaccaro, Francesca.
La compagnia dei pupari Vaccaro – Mauceri
Via della Giudecca 22
96100 – Siracusa
Orari di apertura
Dal Lunedì al Sabato
Marzo/Aprile Ore 11:00 – 13:00 / 15:00 – 17:00
Maggio/Giugno Ore 11:00 – 13:00 / 17:30 – 19:30
Luglio/Agosto Ore 11:00 – 17:00 (orario continuato)
Chiuso il 14/15 agosto
Settembre/Ottobre Ore 11:00 > 13:00 / 15:00 > 17:00
Novembre/Dicembre Ore 15:00 > 17:00
Gennaio 2018
Ore 15:00 > 17:00

 

Museo del Cinema a Siracusa

 IL MUSEO DEL CINEMA A SIRACUSA

Il museo del cinema a Siracusa è stato fondato nel 1995. E’ ospitato all’interno del settecentesco palazzo Corpaci, una ex Confraternita dello spirito Santo, e situata nel centro storico di Siracusa. La struttura consta di una superficie di circa 2000 metri quadri su tre livelli. All’interno della stessa, inoltre, è possibile fare un viaggio virtuale attraverso tutte le arti audiovisive dalle origini ai nostri giorni. Più di 10.000 reperti (proiettori, macchine cine-fotografiche, registratori, etc.) sono esposti in 12 sale e su tre piani.
La biblioteca del museo è, soprattutto, un punto di incontro per studenti provenienti da tutta Italia, studiosi e appassionati dell’arte cinematografica. Sono presenti, in particolare, oltre 12.000 volumi e riviste su cinema, teatro, televisione e fotografia, oltre che manifesti, locandine, cimeli e altre curiosità.
Siracusa è una delle poche città in Italia avere il suo Museo del Cinema, primo tra tutti il Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Il Museo del Cinema a Siracusa valorizza ancora di più la città di Siracusa e aumenta il grande numero di musei della città.

 

 

Museo del cinema

 

Orario biglietteria:
Martedì e Giovedì ore 9,30 a.m. – 12,30 p.m.
Lunedì ore 07,00 p.m. – 08,00 p.m.
TARIFFE BIGLIETTI:
Intero € 3,00

 

Santuario Madonna delle Lacrime

 Santuario Madonna delle Lacrime

Il santuario Madonna delle Lacrime è stato innalzato a Siracusa per ricordare la lacrimazione della Madonna nel 1953. La statuetta si trovava presso la famiglia Iannuso. La statuetta era un mezzo busto di gesso, raffigurante il Cuore Immacolato di Maria.

L’evento miracoloso si ripeté dal 29 agosto fino a tutto il 1º settembre 1953 nella generale commozione di un’immensa moltitudine di fedeli, in casa dei coniugi Iannuso. Le lacrime furono sottoposte ad un’analisi scientifica e risulterebbero essere liquido lacrimale. La devozione che ne è seguita è stata di enormi proporzioni.

La piccola effigie, dapprima collocata in piazza Euripide, successivamente venne collocata all’interno del Santuario Madonna delle Lacrime. L’opera fu progettata nel 1957 dagli architetti francesi Michel Andrault e Pierre Parat. Ebbe inizio nel 1966 e si concluse nel 1994. Il Santuario della Madonna delle Lacrime fu inaugurato il 6 novembre 1994 da Papa Giovanni Paolo II. Si distingue da tutti gli altri eventi eccezionali che hanno visto la Madonna come protagonista.

A Fatima, Lourdes, Parigi, La Salette, la Vergine ha fatto conoscere il suo dolore e la sua esortazione al pentimento, attraverso veggenti e umili ragazzi. A Siracusa, inoltre, parlò con il suo pianto, a migliaia di persone. Il suo è un pianto estremamente serio, saturo anche di tristi presagi, anche un richiamo a non respingere gli inviti divini, per non incorrere nella rovina.

In occasione della ricorrenza della lacrimazione il 28 agosto si tiene, infine, una processione che, con una copia dell’effige miracolosa, muove dal Duomo di Siracusa fino al Santuario della Madonna delle Lacrime.

 

 

 

Palazzo Montalto

Palazzo Mergulesi Montalto

PALAZZO MONTALTO

Il palazzo Mergulese-Montalto è un edificio storico della città di Siracusa. Si trova in Ortigia, nel rione della “Spirduta”, in Via del Mergulense, nelle vicinanze di Piazza Archimede. Presenta il più pregevole prospetto medievale trecentesco di Siracusa, con pietre scure ben intagliate.
L’edificio è sorto nel 1397. Nel XV secolo, il palazzo, fu donato dalla regina d’Aragona a Filippo Montalto.
Nel 1837 il palazzo fu anche adibito a lazzaretto a seguito del colera e nel 1854 accolse la comunità religiosa delle Figlie della Carità.
L’edificio è di stile gotico chiaramontano.

Palazzo Montalto

Nel primo ordine vi è, inoltre, un portale chiaramontano, sovrastato da un’edicola contenente la lastra marmorea che ne afferma la data di edificazione. Divide i due ordini un cornicione marcapiano a dente di sega.
All’interno, infine, vi è anche un atrio con scala scoperta, addossato ad un porticato rinascimentale sormontato da un loggiato.

Latomie del Paradiso

 Latomia del Paradiso
La latomia deriva dal latino lātomĭae che a sua volta deriva dal greco latomíai composto da lâs, pietra, e tomíai da témnein, tagliare. Nell’antichità greco-romana erano cave di pietra o di marmo usate per incarcerare schiavi, prigionieri di guerra o delinquenti in genere. Oggi il termine può significare carcere.
I blocchi di pietra da costruzione estratti dalle molteplici latomie sparse a Siracusa e nei dintorni venivano estratti seguendo una tecnica consolidata. Essendo la roccia abbastanza resistente venivano eseguiti dei buchi di trapano o con scalpello ai bordi della pietra da estrarre. A quel punto venivano inseriti dei pezzi di legno come dei cunei.
I cunei a loro volta venivano bagnati e l’espansione del legno in più punti determinava la rottura della pietra e quindi l’estraibilità. Una volta estratta la pietra grezza veniva utilizzata dagli scalpellini per determinare la forma definitiva.
Siracusa conta moltissime latomie di varie dimensioni. Da quelle dell’area archeologica sino alle molteplici sparse all’interno della città. Vi sono poi molte latomie minori, la maggior parte delle quali a ridosso delle mura dionigiane. Altre latomie sono riscontrabili nella zona del Plemmirio e persino all’interno di Vendicari, con probabile utilizzo da parte dei cittadini di Eloro.
Antico e vastissimo gruppo di cave, con altezze che variano dai 25 ai 47 m,
La latomia del paradiso fu in origine una immensa cava di pietra per lo più coperta e sotterranea. La latomia del Paradiso, posta ai piedi del teatro greco, sagomata da alte e nude pareti quasi verticali e caratterizzata da bizzarre architetture pietrose, è sicuramente la più celebre di Siracusa. Al suo interno si dipana una lussureggiante vegetazione di cedri, arance, capperi, palme e fichi d’India.

 

Grotta dei Cordari

Grotta dei Cordari

LA GROTTA DEI CORDARI

La grotta dei cordari è così detta che per secoli i cordari vi hanno esercitato il loro mestiere, favorito dall’umidità del luogo. Il profondo scavo, con volta sorretta da pilastri, è molto suggestivo per la vegetazione di muschi e per i giochi di luce. Sulle pareti e sul soffitto si notano, in alcuni punti distintamente, i piani di estrazione dei blocchi di calcare.

Grotta dei Cordari

Si trova vicino allo Orecchio di Dionisio.
 Enormi blocchi ben squadrati pendono dal soffitto come colossali stalattiti.
Al momento una parte della grotta è chiusa al pubblico per il pericolo di crollo di massi dalla volta.

 

Latomia dei Cappuccini

 Latomie dei Cappuccini
La Latomia dei Cappuccini è cosiddetta perché è stata annessa al vicino convento dei frati cappuccini.
Sono visibili tracce di un utilizzo successivo all’epoca greca (ipogei) come luogo di culto e necropoli pagana e cristiana.
Nell’827 il generale persiano Asad ibn al Furat utilizzò la latomia come luogo di accampamento per le truppe musulmane assedianti.
Verso la fine del 1500 la latomia fu annessa al convento dei frati. Da quell’epoca fu sfruttata come orto per gli usi del convento, creato il giardino e un sistema di irrigazione.
Nel 1868 l’intero complesso delle latomie divenne di proprietà pubblica e acquisito dal Comune di Siracusa a seguito della legge sulla confisca dei beni ecclesiastici.
Oggi la Latomia è stata riaperta al pubblico grazie all’intervento di Italia Nostra che ha reso fruibile il sito.
La latomia dei Cappuccini è interessata ogni anno da una serie di manifestazioni culturali intitolate LatomiArte, grazie alla presenza di un sito suggestivo e alla sua importanza storico-culturale.
Negli anni sessanta la Latomia dei Cappuccini venne utilizzata per la manifestazione canora Diapason d’oro in una parte dove sorge il “teatro grande”, una scalinata che si presta alla messa in scena di spettacoli.
Sono tutt’oggi visibili, in diverse aree della Latomia dei Cappuccini di Siracusa, numerose grotte e ipogei funerari che testimoniano la vita di questo luogo anche come necropoli pagana e cimitero cristiano.
Agli inizi del XIX secolo, lo storico e archeologo Giuseppe Maria Capodieci ci dà testimonianza di quando la latomia fu donata dall’Università di Siracusa ai Frati Cappuccini (1582). Essi costruirono un convento fortificato sopra di essa mentre, al suo interno, organizzarono un vasto orto dalla vegetazione florida e rigogliosa. Quest’ultima ha un’importanza particolare dovuta, non tanto alla rarità delle specie, quanto al notevole sviluppo apicale raggiunto dalle piante alla ricerca del sole, poco presente in diverse ore del giorno. Dell’antico impianto rimangono ancora gli ultracentenari Pioppi, immortalati nelle stampe dei viaggiatori stranieri, come ad esempio quelle dei numerosi pittori e incisori del Grand Tour. Il primo fra tutti Jean-Pierre Houel, il quale non mancò di esprimere il suo giudizio ammirato nei confronti di questo elegante giardino storico: “i luoghi di Siracusa che più affascinano sono le latomie”.
Nel 1866, in seguito alla legge sulla confisca dei Beni Ecclesiastici, la latomia divenne proprietà demaniale e da allora appartiene al Comune di Siracusa.
Percorrendo i sentieri di questo luogo, il visitatore ha la sensazione di immergersi in uno scenario di indubbia bellezza. In esso, infatti, si possono ammirare imponenti pilasti di pietra che sorreggono enormi blocchi di roccia; misteriose grotte dal fascino arcano e dalle quali sono stati ricavati dei perfetti teatri naturali. In numerose di esse si rintraccia ancora la presenza di alcuni pozzi e cisterne che i frati cappuccini utilizzavano per irrigare il giardino. Le pareti di roccia calcarea offrono alla vista segni tangibili e testimonianze delle tecniche estrazione della bianca pietra di Siracusa. Infine, al centro di questo immenso parco naturale si incontrano due grandi piloni di roccia; uno di essi ha la curiosa forma a testa di coccodrillo dalle mandibole spalancate.
Piazza Cappuccini , Siracusa, SR 96100
VISITE su prenotazione
COSTI:
Biglietto intero: € 5,00 (attività didattica) Biglietto ridotto: € 3,00 Biglietto cumulativo: € 10,00

 

 

Chiesa di Santa Lucia alla Badia

Chiesa di Santa Lucia alla Badia

 

CHIESA DI SANTA LUCIA ALLA BADIA

La chiesa di Santa Lucia alla Badia è una chiesa di Siracusa, situata in piazza Duomo e dedicata alla Santa Patrona siracusana.
Si attribuisce la costruzione della vecchia chiesa al 1427 per volere della regina Isabella, moglie di Ferdinando di Castiglia sul luogo dove fu violentata Santa Lucia; altri documenti affermano che la Chiesa già esisteva e fu migliorata nel 1483 dalla regina. Dapprima la Chiesa era sede di un monastero di monache bernardine, fu distrutta e poi ricostruita per decisione della Madre Badessa; la ricostruzione fu a spese del monastero e delle offerte della popolazione, i lavori si protrassero fino al 1703.
L’architetto Luciano Caracciolo ne diresse i lavori.
La chiesa ha sempre avuto un posto di rilievo nella vita cittadina, sia per la sua ubicazione nel cuore di Ortigia, che per il legame con la santa patrona di Siracusa, i cui simboli iconografici sono scolpiti sulla straordinaria facciata barocca.
La facciata dava su via Picherali che conduce alla fonte Aretusa, invece ora dà verso la piazza. Nell’ordine superiore sono presenti ancora lesene, più snelle e in stile pseudo-corinzio, ispirate allo stile rococò.
Nell’abside vi è la tela del Seppellimento di S. Lucia dipinta nel 1608 dal Caravaggio. Il quadro, dopo una serie di importanti restauri, è stato collocato nella chiesa di Santa Lucia alla Badia.
Il pavimento della chiesa è stato interamente restaurato riprendendo l’originaria decorazione settecentesca, composta da formelle quadrangolari di maiolica dipinta.
Il luogo a volte è sede di mostre, un appuntamento importante per ogni turista.
Nel 1783 la chiesa fu interessata da nuovi interventi di abbellimento e decorazione della volta, con un grande affresco raffigurante il miracolo di Santa Lucia del 1646 che si verificò proprio all’interno della chiesa di Santa Lucia alla Badia di Siracusa: si narra che mentre una gran folla si era riunita in chiesa per rivolgere preghiere d’aiuto alla Santa Patrona per scampare alla grave carestia che affliggeva la città, una colomba si posò sul trono vescovile e in quello stesso momento giunse la notizia che una nave colma di frumento e legumi avrebbe ceduto il suo carico in cambio di ospitalità. Da allora, ogni anno, la prima domenica di Maggio si celebra una festività in ricordo dell’avvenimento, comunemente chiamata Santa Lucia delle Quaglie. La denominazione ha origine dall’antica usanza delle monache di liberare in volo, dalla balconata della Badia, colombe e quaglie durante la festa
LOCALITÀ:
Via Santa Lucia alla Badia, 2 , Siracusa, SR, 96100
ORARI:
Chiesa di Santa Lucia Alla Badia e opera del Caravaggio Il Seppellimento di Santa Lucia
tutti i giorni dalle 11:00 alle 16:00
lunedì chiuso
COSTI:
Ingresso Gratuito

 

 

Museo del Mare

Museo del mare

MUSEO DEL MARE

La sede del Museo del Mare, denominato Sirmuma, a Siracusa si trova in via Zummo n. 7, nel cuore di Ortigia, dietro piazza S. Giuseppe, nei pressi di via Roma. Lo stabile, che ospita oggi il museo, era l’antica chiesa di S. Maria in Ara Coeli, dismessa nel corso della II guerra mondiale. Dell’impianto originario resta solo il portale interno, decorato da un fregio barocco.
L’area museale siracusana risulta essere, inoltre, l’unica nel Mediterraneo meridionale presso la quale sia stata ricostruita l’intera filiera della carpenteria navale.
In esso cogliamo la grande tradizione marinara della citta’. Infine oggetti, opere, manufatti, immagini e documenti descrivono lo stretto rapporto tra la citta’ e il suo mare.
orario: le visite si effettuano il lunedì e venerdì dalle 17,30 alle 19,30
ingresso: € 2,00 a persona. Per le scolaresche è prevista una riduzione tariffaria.